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Buttapietra


Buttapietra dista 11 chilometri da Verona. Rispetto al capoluogo è in posizione sud. Ad est e ad ovest è delimitato da due fiumi di risorgiva, il Menago ed il Piganzo affluenti del Tartaro. Sul territorio comunale è attiva una rete di piccoli canali alimentati dalle risorgive, che a livello locale si chiamano anche sortie (nel senso di uscite). Il reticolo è presente sin dal XV secolo ed era orientato all'alimentazione delle risaie e allo sfruttamento dell'energia idrica con la presenza di Mulini.

La forte presenza di acqua corrente superficiale crea un microclima locale con il controllo delle temperature estreme, una riduzione delle massima estive e un innalzamento delle massime invernali. Sul territorio è presente una delle risorgive ritenute più belle della provincia, il fontanon dell'Acqua Chiara localizzata presso la baita degli alpini sulla strada fra Buttapietra e Raldon.

È sulla direttrice nord sud europea, è attraversata sia dalla statale 12 sia dalla ferrovia Verona Bologna.

Tre le ipotesi principali, la prima deriva dalla natura del suolo, con poco humus e ghiaioso, la seconda da una forte presenza di pietre per l'origine alluvionale del terreno e la ipotizza che il toponimo derivi dal fondatore del villaggio.

Il territorio era abitato nella Preistoria. Stazioni preistoriche dell'Età del Bronzo in un periodo che va dal 1800 a.C. al 1100 a.C.Tracce anche del periodo romano, monete, utensili di bronzo e ferro, vetri e terrecotte.

Il toponimo della frazione di settimo nasce dal fatto di essere al settimo miglio della strada Claudia Augusta da Verona, septimo ab urbe lapide, che lambiva l'attuale territorio comunale.

Nell'XI secolo il territorio era una prevalentemente incolto e tenuto a boschi e pascoli, era praticamente privo di abitazioni ed abitato da pastori. Divenne possedimento dell'Abbazia di San Zeno.

Dal XIII secolo, sotto la dominazione degli Scaligeri i vari centri cresciuti di popolazione ottennero di diventare comune rurale, in seguito fecero parte del vicariato di Cà di Campagna. Nel 1416 i comuni appartenenti al vicariato ottennero la libertà dalla schiavitù feudale acquistando la giurisdizione civile sul territorio.

L'inizio della storia attuale, è di quei periodi, con la trasformazione del territorio da silvano a coltivato. Al contrario di zone vicine non si dovette bonificare il terreno, ma solo costruire la rete di canali sfruttando i fontanili. Un inizio della trasformazione si ebbe con i nobili Campagna che ebbero dagli Scaligeri un fondo denominato Orlando che comprendeva la parte nord del comune e le località a sud del comune di Verona, si ha da un documento pezze di terre boschive, arative e prative con case copate e somarate in contrà di Fragazzole e dintorni. Fracazzole è nel comune di Verona, sul confine.

Un documento che testimonia il lavoro di costruzione delle fosse si ha datato il 30 luglio 1585, dove un tale Zampaolo Brà chiedeva all'amministrazione della Serenissima il permesso di usare una vecchia fossa: la quale comincia a Ca' di David, scorre sino a Buttapietra per ritrovarvene d'acqua per unirla con altra acqua di sua ragione per irrigare in pertinenza di Isola della Scala suoi beni.

Con lo spopolamento delle campagne si sono abbandonate e diroccate ville del periodo.



Luoghi d'interesse

◦Cippo marmoreo - XV secolo Cippo marmoreo presente in località Bovo risalente al XV secolo.
◦Villa Giuliari-Colombo - XVIII secolo È nella frazione di Settimo, del XVIII secolo, progettata da Alessandro Pompei
◦Parrocchiale di Buttapietra - XVIII secolo È del XVIII secolo, all'interno ha un pala d'altare di Giovanni Chiarelli del 1826, Sant'Elena che adora la Croce.
◦La fontana dell'Acqua Chiara - XIX secolo Localizzata presso la baita degli alpini sulla strada fra Buttapietra e Raldon.


Articolo tratto da wikipedia


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